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LA CINA IN SCENA

LE OPERE

Dal 2005 al 2016

Bi An

Scritta all’inizio dell’’86, pensando agli spazi del Teatro dell’Arte Popolare di Pechino, non andò mai in scena in Cina, poiche le autorità bloccarono le prove giudicando la commedia“politicamente pericolosa”. L’altra riva fa parte della seconda fase creativa di Gao Xingjian (Premio Nobel per la letteratura nel 2000) che costituisce il segmento più ampio della sua produzione teatrale e quello di maggiore portata innovativa a livello internazionale: queste opere sono accomunate da una forte interiorizzazione, da una lingua sperimentale particolarmente evocativa e da temi legati alla filosofia buddhista. Inoltre la trama, già esile nelle opere precedenti, é continuamente sul punto di disfarsi, trattenuta appena da uno stile in prosa che sembra voler cedere il passo alla libertà dei versi.

La Bibbia Dei monti e Dei Mari

si basa sul più antico libro di cosmografia e mitologia cinese, il Libro dei monti e dei mari (per la maggior parte completato intorno al periodo che va dal V al III sec. A.C.), una collezione slegata di aneddoti e leggende, senza alcuna sequenza temporale o causale che li leghi in una storia mitica. Per scrivere l’opera, Gao Xingjian ha consultato tutte le possibili fonti antiche in modo esauriente, ma senza accettare nessuna documentazione successiva alla dinastia Han. Questo perché Gao rifiuta “l’intrusione” della storiografia confuciana nei miti.

Gesù Confucio e John Lennon

L’ opera scritta a Shanghai nel 1987 da Sha Yexin, è una divertente parodia della Cina degli anni ’80 ed è fortemente influenzata dal contesto socio-politico di quegli anni. La nostra messa in scena tende alla ricerca di una lingua teatrale che sia un mixage di cinese, italiano e dialetto. Ricordando sempre che a teatro ” la realtà non deve essere raccontata com’è e neppure come dovrebbe essere, ma come ci appare nei sogni.”

Rinoceronti In Love

Rinoceronti in Love, scritta a due mani da Meng Jinghui e la moglie Liao Yimei all’inizio del nuovo millennio, ha riscosso a Pechino grandissimo successo in tutte le sue versioni vincendo il premio di “Prima Commedia d’Avanguardia del Piccolo Teatro”. Grottesco nella forma e iconoclasta nei contenuti, l’opera presenta una struttura circolare caratterizzata, come spesso da Meng, dalla ripetitività delle canzoni, delle frasi, delle scene. il comico e il tragico si alternano e si intrecciano perchè, secondo il regista, non c’è differenza tra comico e tragico. Il comico è una percezione intuitiva dell’assurdo, è più terribile del tragico, non offre nessuna via di scampo. Dunque il comico è tragico e la tragedia dell’uomo è la pura derisione.

Una Via Del Cavolo

Una Via del Cavolo, scritta nel ’98, è ambientata in un vicolo di Pechino (hutong) chiamato Huaihua (fiore di sophora) che è omonimo di parolaccia, parole volgari. il gioco di parole giustifica quindi la traduzione, che appunto allude alle idiozie e alle scurrilità che escono dalla bocca degli abitanti del vicolo. una via del cavolo, in bilico costante fra grottesco, assurdo, comico e tragico, sembra nel finale suggerire che questi nostri anni offrono spazio solo a spinte individuali, solitarie e personali, come quelle del Misterioso. C’è però il rischio di essere scambiati, come lui, per matti evasi dal manicomio!

Il Crematorio (Vivere o Morire?)

Il Crematorio (Vivere o Morire?!) seconda parte della Trilogia della Dignità, scritta da Guo Shixing, viene rappresentato nel 2007 con la regia di Lin Zhaohua al Teatro Nazionale di Pechino. Satira spietata della sociètà cinese contemporanea e della sua perdita dei valori, la commedia si chiede se in un mondo che non rispetta più neppure la morte, abbia ancora un senso vivere; è la leggerezza del racconto, della favola, l’unico strumento possibile per sconfiggere i mostri della realtà.

Mezzanotte all’Havana Caffè

Mezzanotte all’Havana Caffè, scritta da Yu Rongjun, racconta le notti di una generazione di ventenni che fatica a trovare la propria collocazione in un mondo cambiato troppo in fretta; è nelle ferite di questo popolo notturno che bisogna penetrate per vedere la pelle reale delle grandi città cinesi e di tutte quelle dei tempi moderni.

Le Cronache Di Sangshuping

Le Cronache di Sangshuping, rappresentata per la prima volta nel 1988 a Pechino da Xu Xiaozhong, è un tipico esempio del “teatro di temi sociali”. La tragedia narra le vicende del remoto villaggio contadino di Sangshuping, rimasto inalterato nel tempo nonostante le circostanze storichestoriche, un microcosmo in cui il fanatismo ideologico si intreccia coi residui di un passato feudale e primitivo e una realtà quotidiana fatta di miseria, ignoranza, brutalità e repressione.

48 Morto che Parla

La commedia racconta le conseguenze dell’assassinio di Ye Xiaoxiao, eroe nazionale celebrato dal regime post-maoista, nell’autobus n.48, da parte di due ladri, mentre gli altri passeggeri assistono passivamente. Il morto torna sulla terra per visitare i vivi, confrontarsi con gli indifferenti passeggeri e ricontattare i suoi due migliori di infanzia: Tang Tiantian, la donna che egli ama e Liu Feng, il suo rivale in amore e nel lavoro. Ogni passeggero racconta a Ye la sua storia per giustificare il proprio comportamento indifferente e ogni storia diventa per il commediografo l’occasione per toccare alcuni problemi sociali scottanti in Cina di quegli anni, come la corruzione dei quadri del partito, la rincorsa al denaro e alla carriera, il crollo dei valori tradizionali. Nel finale l’autore sembra suggerirci che non esistono gli esempi perfetti, ma che è il caso che gioca, nella vita di ognuno di noi, un ruolo decisivo, rendendoci di volta in volta eroi o criminali.

Per un Pugno Di Azioni

Per un Pugno di Azioni, scritta da Zhao Huanan, è stata messa in scena nel 1993 con la regia di Chen Mingzheng. la storia si svolge all’interno di un edificio cinese tradizionale di Shanghai, lo shikumen, in cui convivono cinque famiglie che condividono gioie e dolori. le loro vite vengono sconvolte dagli investimenti in borsa: chi sù, chi giù, tutti sono costretti a seguire il saliscendi delle azioni che muta il ritmo regolare della loro realtà quotidiana, la loro posizione sociale e i loro rapporti sentimentali. La borsa così si trasforma in una grande metafora della vita.

Le Rane di Mo Yan

Mo Yan, premio Nobel per la letteratura nel 2012, con la straordinaria materialità del suo immaginario, la sua concretezza visionaria, l’alienazione tragica ed estrema dalla società, dalla famiglia, dall’esistenza, ci porta a percepire la realtà in modo fisico e quasi doloroso, facendo emergere la memoria di una civiltà millenaria non più idealizzata ma vissuta in tutta la sua brutalità. Le rane riesce a cogliere un intero paese in un passaggio storico attraverso un personaggio epico e tragico:Wan Xin. Tutti i bambini della regione di Gaomi sono venuti al mondo grazie a Wan Xin, l’unica levatrice della zona, che nella percezione popolare diventa l’amata custode dei segreti della maternità. Ma quando, a metà degli anni sessanta, il partito è preoccupato per l’esplosione demografica e decide di porvi rimedio, Wan Xin diventa la severa vestale della politica per il controllo delle nascite e si applica a praticare aborti e vasectomie con lo stesso zelo con cui portava al mondo nuove vite. Abbiamo provato a costruire uno spettacolo leggero e crudele, in cui tutti i fatti della vita umana fanno parte del grande mosaico degli eventi della Natura, in cui si muore e si nasce senza soluzione di continuità, in cui le donne sono sempre seconde agli uomini che cercano a tutti i costi, nonostante la politica del figlio unico, di avere l’agognato erede maschio.

Rosa rossa, rosa bianca

“Due erano le donne nella vita di Zhenbao, la rosa bianca e la rosa rossa, cosi le definiva lui. La moglie pudica e l’amante passionale.” Cosi comincia il racconto Rosa bianca rosa rossa di Zhang Ailing, che quest’anno portiamo in scena nel riadattamento teatrale di Tian Qinxin, direttrice del Teatro Nazionale Cinese a Pechino e una delle registe più importanti del panorama teatrale contemporaneo. Sulla scena convivono il tempo passato e il presente e la storia viene raccontata attraverso la divisione in “doppi” di tutti i personaggi. È quindi la dualità il tema portante di tutta la storia: presente e passato, ragione e sentimento, Oriente e Occidente, modernità e tradizione, Yin e Yang.

CHI SIAMO

Laboratorio Di Sperimentazione di Teatro Cinese Contemporaneo

Il Laboratorio di Teatro Cinese è nato nell’ambito dei corsi di Lingua e letteratura cinese dell’Università di Napoli “L’Orientale” ed è coordinato dalla prof. M.C. Pisciotta. Dal 2005, il Laboratorio, unico nel suo genere in sedi universitarie italiane ed europee, ha messo in scena nove spettacoli dei maggiori commediografi cinesi contemporanei, tutte prime assolute in Italia e in gran parte in Europa. Gli studenti, ogni anno diversi, adottano una recitazione bilingue, italiano e cinese, in modo che sia sempre comprensibile ad entrambe le nazionalità. Il Laboratorio di Teatro Cinese ha un fine didattico e, allo stesso tempo, divulgativo: da una parte sperimenta nuovi metodi di insegnamento che suscitino l’interesse dello studente chiamato ad entrare in prima persona, da protagonista, nella cultura cinese contemporanea; dall’altra parte divulga il teatro cinese moderno, estremamente interessante sia dal punto di vista formale che contenutistico e completamente sconosciuto in Italia. Il Laboratorio di Teatro Cinese è patrocinato dall’Università degli Studi “L’Orientale”, dall’Adisu, dall’Istituto Confucio e della Fondazione Banco di Napoli.

LA CINA IN SCENA

Contatti

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M.Cristina Pisciotta

Coordinatrice Progetto
Professoressa di Lingua e Letteratura cinese presso l’Università degli Studi di Napoli “L’ORIENTALE”.
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Lorenzo Montanini

Regista
Regista e attore romano. Si e’ formato con molti artisti internazionali ed italiani, ha studiato cinema alla New York Film Academy ed e’ stato il primo italiano ad essere selezionato per il programma di training… Dirige da più’ di 10 anni un laboratorio di sperimentazione teatrale di teatro cinese contemporaneo (bilingue) all’Università’ L’Orientale di Napoli.
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GIADA LAMBIASE

Assistente alla Regia
Frequenta il terzo anno di Mediazione Linguistica e Culturale presso l’Università degli Studi di Napoli L’ORIENTALE. Attrice e da quest’anno svolge il ruolo di assistente nel Laboratorio di Teatro Cinese,
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ANNAMARIA DONADIO

Web Marketer/ Web Strategist
Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso L’Università degli studi di Napoli L’ORIENTALE. Attrice ed assistente alla regia per diversi anni per il Laboratorio di Teatro Cinese. Ha frequentato un Master in Web Marketing- Social Media & Community Management.
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Le costuMistiche

Costumiste
Serena Furiassi e Valentina Cardinali http://www.lecostumistiche.com/

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